Madre Teresa Ponte d’Amore Universale 19/10/2003 A prescindere dalla breve nota biografica introduttiva questa non vuole essere una vera recensione, poiche' sull'operato di questa straordinaria donna, libri e materiale specifico se ne trovano in grande quantita'. Volevo semplicemente parlarne. Esistendo ha fatto del bene anche a noi cosi' lontani da certi luoghi di sofferenza, ma non scordiamoci che gli stessi ambienti sono ricreabili in qualsiasi luogo; il barbone sotto casa, i poveri ed i 'nuovi poveri dei quartieri ', il bambino disagiato, orfano, seviziato. Seguono milioni di altri piccoli o grandi malesseri che spesso non riusciamo a percepire, assorti nelle nostre distrazioni, nei meandri oscuri del macro e micro cosmo di questa breve esistenza d'ognuno. Breve biografia: Oggi la reliquia racchiude ancora sotto le povere vesti il corpo e la mente di una grande donna portatrice del bene e dell'amore. La sua missione alleviare il disagio della sofferenza, della fame, dell'emarginazione. Gonxha (Agnese) Bojaxhiu, futura Madre Teresa, nasce nel villaggio di Skopje, ora in Albania, il 27 agosto 1910 da una famiglia di contadini, a 19 anni unitasi alle suore di Loreto, attirata gia' dalle missioni, viene mandata in India a Calcutta dove si dedica all'insegnamento. Il 25 maggio del 1931 da i voti religiosi, e prende nome di Madre Teresa in onore di Santa Teresa di Lisieux. Ma lo sconvolgente scenario a cui e' sottoposta con la visione della miseria dei ghetti le fa lasciare il convento con un permesso avuto nel 1948. Si mettera'a completa disposizione dei poveri. Il sari bianco e blu (veste tradizionale delle donne indiane) sara' la sua uniforme definitiva; finche' morte la cogliera' il 5 settembre 1977 sottraendola come Madre, e ponte, dell'amore Universale a tutti coloro che ne hanno beneficiato. Ha vissuto la miseria con i miseri, il dolore con i sofferenti, la fame con gli affamati; la poverta' era nelle sue tasche ma donava immensa ricchezza con il cuore, essa sapeva prodigarsi affinche'ogni disgraziato potesse avere cio' che spetta ad ognuno. Dignita', rispetto. Nei suoi sposamenti aveva con se'una valigetta contenente poche cose personali indispensabili, nessun denaro. Madre Teresa non ne ha mai chiesto; non ne ha mai avuto in suo possesso. Le sue opere e fondazioni hanno comportato spese enormi, a cui ha saputo far provedere dai potenti della terra. La serenita' meritata nello spazio di cielo che sovrasta questo mondo, ancora cieco di violenze e deformita', la pieta' rimasta orfana avvolge quei resti. Siamo tutti incapaci di comprendere un gesto cosi'grande compiuto sull'intera umanita'. Giustizia, pace, aiuto ai bisognosi, necessita' di continuare l'opera condotta con semplicita' ed umile servire. La grandiosita' del suo essere e' racchiuso nel suo mistero, in un sorriso che ancora riesce ad attraversare anni luce di baratro, gia' eterno, per giungere sino a noi. Una delle sue sagge e celebri frasi: "Qualsiasi cosa facciamo non č che una goccia nell'oceano. Ma senza quella goccia l'oceano sarebbe vuoto" "We know that whatever we do is simply a droplet in the ocean. But if that droplet were missing, the ocean would be lacking." Madre Teresa In dedica: Madre Teresa Ponte d'Amore Universale Impartivi lezioni di pieta' a noi uomini dal non cuore piccola luce che in ogni buio aprivi scie nelle sofferenze ricurve nelle morti annunciate nel dolore cancrenoso. Il tuo passo ti portava dove il cielo vomitava sangue dove l'emarginato occupava il posto fra le aiuole dei ricchi la mano della tua compassione non portava colore di religione ma una sola voce amore pace semplcita'. Si rompeva con umile canto preghiera di aiuto mano ormai vecchia ma forte dal cuore spazioso come le terre che hai navigato regalando sorrisi a chi ne era privo sottraendo una scheggia di benessere per darla a loro uomini nati sotto stelle ingrate. Il tuo nome Madre Teresa resti impresso nella carne dei secoli perche' la strada percorsa e' un ossaio di resti e apparenze finzioni umane mendace obbligo della cupidigia ad ignorare la voce che grida disperazione miseria dolore. Il canto cessa sulle nostre citta' colorate sulle nostre coscenze d'ovatta sulle nostre dimenticanze ma dalle fogne sale ancora la morte e l'arroganza e uccide uccide ancora. Disseminati cadaveri cullali tu se puoi Madre dei tuoi figli diseredati dalla Matrigna societa'. Si levi canto d'amore a ricomporre scheletri ad annullare la falce. La beneficenza non e'carita' e' vita. Roberta Vasselli Venezia, 19 ottobre 2003